Senzaartenèparte#10 Link Hg

Cominciamo a parlare di te: Chi sei? Da dove vieni? Quanto questo paese o città ha influenzato la tua vita fino ad ora? Che tipo di studi hai fatto?

Sono un artista della zona di Bassano del Grappa. Direi che questo posto ha influito parecchio sulla mia concezione di vita e di come rappresentarla, non posso dire di aver fatto una bellissima adolescenza, tolti i dieci amici che avevo e i quattro che mi sono rimasti in zona. I miei studi accademici non centrano nulla con i lavori che faccio.

Vorremmo ci parlassi della tua ricerca artistica, che secondo noi è molto interessante.

Lavoro molto sia su tela che su muro, con approcci molto differenti.

Potrei dire che la ricerca legata al muro è soprattutto fisica cioè andare a ritrovare un luogo abbandonato, in disuso. Ridargli vita tramite un mio intervento è quello che cerco di fare. Per le tele il processo è inverso perché vado a lavorare molto di più sul messaggio che voglio far passare ad una persona. Non è da sottovalutare questa cosa. Diciamo che se dovessi sezionare il mio lavoro, direi che la ricerca dei posti in cui faccio i graffiti è tanto impegnativa quanto quella che svolgo per trasmettere un messaggio tramite le mie tele.

Per finire direi che cerco di lavorare in quegli angoli d’ombra che spesso le persone non valutano o non riescono a vedere.

Venendo alle tue esposizioni: ci siamo resi conto che alcuni visitatori riconoscevano i tuoi lavori, perché gli avevano incontrati nelle camminate in montagna o esplorando determinati luoghi. Il fatto che la gente riconosca i tuoi lavori che emozione ti dà? E quanto è importante?

Secondo me questa è una cosa che riguarda l’artista in qualsiasi maniera e a qualunque corrente egli appartenga.

Se i tuoi progetti hanno carattere non serve scrivere il tuo nome.

Lo stile dovrebbe parlare per te.

Niente stile, niente carattere.

Sappiamo che questa domanda sembra stupida, ma fai altro oltre l’arte per vivere? Il lavoro ha influenze sulla tua vita artistica? In generale, non solo nei lavori, ma anche a livello di stress, etc…

Sono un grafico, mi occupo di impaginazioni, fotomontaggi, disegni in vettoriale e anche di ricerca prodotto e faccio qualcosa legato al video.

Sì, decisamente. Il mio metodo di ricerca per realizzare nuove opere è esattamente quello che si svolgerebbe in uno studio di design alla ricerca di un nuovo prodotto da creare. Seziono il problema, lo scompongo e capisco qual è il sistema per trasmette al meglio una determinata sensazione. Dopo questa analisi approfondisco alcuni punti dandone più ampio spettro al lavoro e chiedendomi se solo con un’opera riuscirò ad affrontare un determinato tema o meno.

Ci ha colpito la parola “problema”, vorremmo chiederti come mai hai usato proprio quella? Quali sono le sensazioni che hai trovato più problematiche da comunicare nella tua carriera?

Perché cerco di ragionare sulle zone in cui le persone non vedono e andare per esclusione non è il modo migliore.

Nessuna direi, più la sensazione è vicina più è difficile esprimerla in modo corretto. Ma questo dipende dal periodo che si sta vivendo.

Come vivi e vedi l’arte in Italia in generale? Ci sono artisti o realtà italiane che stimi o ti piacciono?

Beh… Io ho un’attitudine da cane randagio, se mi piace una cosa ci vado appresso, senza mezzi termini. Che siano lavori in 2D o 3D. Farsi contaminare da ciò che ci circonda fa parte dell’essere un bravo artista. Parlando di come vedo l’arte in Italia mi viene da ridere. Mi pare che sia chiaro un po’ a tutti i giovani: qua bisogna prendersi il proprio spazio. Secondo me siamo nel vortice di una rivoluzione culturale solo che non ce ne rendiamo conto. È così veloce da non vederla.

Gli artisti che stimo e che conosco Brome 723, Dissenso Cognitivo, Delta Kappa, Davide Rancore, Lorenzo Bartolucci, Alvise Pi e Andrea Luzi, Lorenzo Conforti, Mirco Marcolin e pochi altri.

Facciamo un salto fuori dalla pittura e parliamo di alcuni argomenti che ti identificano anche come persona.

Parliamo di musica, che cosa ascolti? Ascolti musica anche mentre dipingi? Ci sono persone che ascoltano generi diversi in base a che momento della giornata stanno vivendo, anche a te capita? Inoltre, cosa ne pensi in generale e come vivi anche questo ambiente dell’arte?

direi che principalmente ascolto rep jazz funky. Ascolto volentieri tutto quel filone di musica fatta da DJ che inseriscono all’interno anche degli screch, per citare uno Dj Shadow.

Mentre dipingo ascolto volentieri degli audiolibri per immergermi nel lavoro.

Consigliaci un dj che ti piace ed un rapper che fa altrettanto!

Faccio di più ti do la mia playlist, ma non ci sono solo Dj e MC:

Deleter- Holly Fuck, Kid Soogo- Cali e Strage, Our pathetic Age- Dj Shadow, Simulcast- Tycho, #bypass- stokka e Buddy, GarbAge-Nitro, Hours Spent Loving You- Sango Xavier Omar, Entropia3- Egreen

Vorremmo che mi parlassi meglio della tua terra e della montagna. Sappiamo che hai un rapporto speciale con la zona in cui abiti, che va oltre anche all’interesse e alle influenze che questo porta nell’ambito artistico. Cosa consiglieresti di visitare a qualcuno che viene a vedere le tue zone?

Non c’è molto da dire, come tutte le periferie nasconde dei luoghi bellissimi. Direi che tutte le periferie sono belle, gli stimoli però sono limitati. Per questo bisogna crearseli.

Torniamo ora su delle linee guida, come ti vedi in futuro? Cosa punti di fare? Residenze artistiche, visitare paese o città? Sogni?

Credo che sia la domanda più difficile che mi abbiate posto fino ad ora, nel futuro vedo solo che posso fare arte e il grafico. Il mio obiettivo sarebbe quello di smettere di lavorare come grafico per dedicarmi al 100% alle attività legate alle mie opere, ma li non dipende tutto da me. Per il momento non ho esposizioni in programma ma vi terrò informati a riguardo!

 

Se riuscissi a diventare un artista che si mantiene con il proprio lavoro, che cosa faresti poi? Quali ambizioni potresti avere? Rimarresti in Italia o ti sposteresti all’estero?

Forse smetterei semplicemente di fare il grafico per dedicarmi completamente ai miei lavori.

Sicuramente imparerei nuove tecniche per esprimermi, ad esempio mi affascina molto il metallo come materiale anche se non è semplice da trasportare quindi non va molto di tendenza ultimamente nelle mostre/ fiere. Non vedo perché scegliere, un po’ in Italia e un po’ all’estero sarebbe ottimale.

Come pensi vivresti il fatto di arrivare ai tuoi obiettivi?

Una persona che arriva ai suoi obiettivi può scegliere solo due strade: adagiarsi su se stesso ricordano com’è stato difficile arrivare li o spostare l’obiettivo verso qualcos’altro. No? Credo di rientrare di più nella seconda categoria. E poi le persone che sei adagiano su se stesse tendono a lamentarsi di tutto. Non mi vedo proprio così.

 

Puoi nominarci un ragazzo che secondo te merita spazio e attenzione per una intervista? Grazie mille!

Andrea Luzi e Lorenzo Conforti.

L’ultima domanda è per la nostra rubrica. Faremo un approfondimento su un artista già affermato, hai dei consigli da darci?

Davide Rankore, sicuro.

Intervista di Alvise “PI”